ARTE E STORIA DAL PERIODO ROMANO AI NOSTRI GIORNI - Manuela Lundi - UNREGISTERED VERSION

Vai ai contenuti

Menu principale:

ARTE E STORIA DAL PERIODO ROMANO AI NOSTRI GIORNI

Fotografia > Firenze > ISOLA DI LIPARI

ARTE E STORIA DAL PERIODO
ROMANO AI NOSTRI GIORNI


La prosperità di cui Lipari godette nei due secoli di influenza greca, ebbe fine con la conquista romana. L'isola, piccola ma indipendente, aveva raggiunto un livello di ricchezza attestato dalla produzione locale di raffinate ceramiche e da un abitato di proporzioni insolite per l'epoca.Alle distruzioni, alle stragi e alle deportazioni romane seguì un lungo periodo di miseria: divenne una cittadina di provincia senza importanza, soggetta ad una guarnigione stanziatasi nel Castello.Diventò Municipio in età imperiale, luogo di deportazioni e confino. Dal III secolo, sotto l'influenza bizantina, fu forse sede vescovile e meta di eremiti in cerca di rifugio. La comunità cristiana riconobbe come proprio patrono San Bartolomeo le cui reliquie divennero oggetto di culto. Gli scavi, che hanno portato alla luce i resti di un'arena, di terme e di strade, dimostrano che Lipari, nel V secolo, era tornata all'antica vitalità.
Nel 543 i Goti impiantarono a Lipari una base navale. Nell'Alto Medioevo, Lipari decadde rapidamente sia a causa della ripresa dell'attività vulcanica del Monte Pelato e della Forgia Vecchia nel 729, sia a causa dei continui attacchi degli arabi che nell'838, devastarono la città deportandone gli abitanti. Le isole rimasero disabitate per due secoli, fino all'arrivo dei Normanni che, nel 1083, insediarono nel Castello i monaci Benedettini che vi fondarono un monastero con annesso chiostro. Già nel 1091 il monastero acquistò la signoria feudale sulle isole Eolie con una Bolla di Papa Urbano II. L'abate del monastero, il monaco Ambrogio, promulgò, nel 1095, il "Constitutum", un documento che concedeva ai cittadini e ai loro eredi la proprietà della terra che coltivavano. Allo scopo di colonizzare Lipari, la proprietà venne concessa anche ai forestieri, ma solo dopo aver coltivato i fondi per tre anni e con l'obbligo, in caso di vendita, di alienarlo agli abitanti del luogo. Fu attuata una concreta opera di rinascita delle isole mediante il ripopolamento e il conseguente sfruttamento dei terreni abbandonati dopo l'incursione saracena dell'838. Una riproduzione fotografica del documento si può visionare nella XXVI sala del Museo diLipari.
La cattedrale dedicata a San Bartolomeo fu costruita accanto all'abbazia benedettina, dopo un secolo dall'arrivo dei Normanni, con materiali provenienti dalle mura greche, sulle rovine di quella protocristiana che a sua volta aveva forse sostituito un tempio greco-romano. La grandiosità della cattedrale dimostra che nuovamente la città era tornata a vivere. I commerci rifiorirono anche grazie ai privilegi fiscali (libera esportazione di zolfo, allume e pomice) che i re Angioini e Aragonesi concessero ai Liparesi. Nel 1544, il pirata saraceno Ariadeno "Barbarossa", alleato dei francesi contro Carlo V, attaccò Lipari con una flotta di 150 navi e la saccheggiò dopo un lungo assedio. Ne bruciò le case e la cattedrale e deportò 8000 abitanti, l'intera popolazione, come schiavi. Grande fu lo smarrimento nel mondo cristiano. Carlo V, sovrano spagnolo di Napoli, fece costruire mura più imponenti attorno alla cittadina e, mediante esenzioni fiscali e privilegi, favorì il ripopolamento di Lipari (dove si trasferirono principalmente spagnoli e campani). Tuttavia, le isole continuarono a vivere sotto il terrore delle incursioni e, nel 1589, vennero annesse al Regno delle Due Sicilie. Bisogna attendere la fine del 1700 perché, con la scomparsa della pirateria turca, la città torni ad espandersi, prima sotto gli Spagnoli, poi sotto i Borboni, i Savoia, gli Austriaci ed infine nuovamente sotto gli Spagnoli fino all'Unità d'Italia.

Rif: http://www.lipari.com/storia_di_lipari.htm

Home Page | C.V. | Fotografia | Fiabe | Festività e leggende | Cucina | Poeti | Musica | Sociale | Tempo libero - Relax | Mappa generale del sito
Torna ai contenuti | Torna al menu