LA FIGLIA DEL SOLE - Manuela Lundi - UNREGISTERED VERSION

Vai ai contenuti

Menu principale:

LA FIGLIA DEL SOLE

Fiabe > FIABE ITALIANE

LA FIGLIA DEL SOLE


Un re e una regina, dopo averlo tanto atteso, stavano per avere un bambino.
Il re chiamò gli astrologhi per sapere se sarebbe stato maschio o femmina e quale destino avrebbe avuto. Gli astrologhi guardarono il cielo e dissero che sarebbe nata una bimba, e che a venti anni avrebbe fatto innamorare il sole e avrebbe avuto da lui una figlia.
Il re e la regina ci rimasero male di questo marito che sarebbe stato sempre in cielo, e fecero costruire una torre con finestre tanto alte che il sole non potesse entrare fino in fondo e vi rinchiusero la bambina con la balia.
La balia aveva una figlia della stessa età di quella del re, le due bambine crebbero insieme nella torre.
Avevano quasi venti anni quando, parlando di ciò che poteva esserci fuori, nel mondo, ebbero il desiderio di affacciarsi alla finestra. Fecero una catasta di sedie, salirono fino alla finestra e guardarono fuori. Il sole vide la figlia del re, se ne innamorò e le mandò un raggio, e da quel momento la ragazza attese una figlia dal sole.

Quando la bambina nacque la balia, che temeva la collera del re, l'avvolse ben bene con fasce d'oro da regina e l'abbandonò in un campo di fave.
Di lì a poco la figlia del re compì vent'anni e il padre la fece uscire dalla torre pensando che il pericolo fosse passato e non poteva immaginare che in quel momento la figlia di sua figlia e del sole stava piangendo in un campo di fave.
Da quel campo passò un altro re che andava a caccia, sentì i vagiti e si impietosì di quella bella e piccola creatura abbandonata. La prese con sé e la portò al suo castello dove la fece crescere con suo figlio, un po’ più grande di lei, ma di poco.
I due , divenuti grandi, si innamorarono e il figlio del re voleva sposare la ragazza, ma il padre, che era contrario a questo matrimonio, con una trovatella, la confinò in una casa solitaria senza sapere che essa era in grado di fare cose meravigliose, e cercò per il figlio una sposa di sangue reale.
Si prepararono le nozze, e furono mandati degli ambasciatori a portare confetti a tutti, anche alla figlia del sole.
Gli ambasciatori bussarono, la figlia del sole aprì la porta, ma era senza testa:
- Oh! Scusate- disse - Mi pettinavo e ho dimenticato la testa sulla toeletta, vado a prenderla.
Tornò con la testa sul collo e sorrise:
- Cosa vi dò per regalo di nozze?-.
Portò gli ambasciatori in cucina e disse:- Forno, apriti; legna, va' nel forno; fuoco, accenditi; forno, quando sei caldo chiamami -.
Gli ambasciatori, con i capelli dritti sulla testa, rimasero senza parole.
Quando il forno gridò:- Sora padrona, sono caldo!-

la figlia del sole vi si gettò con tutto il corpo, vi si rivoltò dentro e quando ne uscì aveva in mano un bel pasticcio dorato, che mandò al re come regalo di nozze.
Quando gli ambasciatori tornarono al palazzo e raccontarono quello che era successo, la sposa, ingelosita, disse che anche lei avrebbe saputo fare la stessa cosa e, messa subito alla prova dal figlio del re, fu costretta a saltare dentro un forno rovente e in un attimo era già morta bruciata.
Dopo un po' di tempo, il figlio del re si lasciò convincere a prendere un'altra moglie e il giorno delle nozze gli ambasciatori tornarono dalla figlia del sole a portarle i confetti; bussarono e la figlia del sole usci fuori passando attraverso il muro.
Come aveva fatto la prima volta, volle preparare un dono di nozze; ordinò al forno di accendersi e all'olio di andare nella padella. Quando l'olio fu caldo e la chiamò, la figlia del sole vi tuffo le dentro le dita che si trasformarono in dieci bei pesci fritti che mandò al re.
Gli ambasciatori tornarono al palazzo e raccontarono quello che avevano veduto, e la sposa, ingelosita, disse che anche lei era in grado di fare la stessa cosa.
Il principe la prese in parola, fece preparare una padella d'olio bollente, la poveretta ci tuffò le dita e si scottò così forte che le venne male e morì.
Trovarono una terza sposa per il principe e gli ambasciatori tornarono dalla figlia del sole a darle i confetti e la trovarono in aria che scivolava lungo una tela di ragno.
Anche questa volta volle preparare un dono di nozze: si tagliò un orecchio e ne uscì una trina così bella che, quando la portarono a corte, tutti vollero sapere da dove fosse uscita.

Quando la sposa ebbe ascoltato il racconto degli ambasciatori scioccamente si vantò di aver guarnito tutti i suoi abiti con una trina che aveva fatto allo stesso modo e quando il principe le dette un coltello dicendole:
- Prova un po'!-
La scriteriata si taglò un orecchio e ne uscì tanto sangue che morì.
Il principe, che era sempre più innamorato della figlia del sole, si ammalò di malinconia e nessuno riusciva a guarirlo.
Chiamarono infine una vecchia maga che disse che sarebbe guarito solo se avesse mangiato una pappa fatta di un orzo che in un'ora fosse seminato, nascesse, fosse raccolto e cucinato.
Il re era disperato, ma, ricordandosi di quella ragazza che faceva cose tanto meravigliose, la mandò a chiamare.
La ragazza andò a corte, preparò la pappa e lei stessa volle darla al principe che stava a letto con gli occhi chiusi.
La pappa era così cattiva che il figlio del re la sputò e un po' fini in un occhio della ragazza.

La figlia del sole si adirò e cominciò a dire:- Come osi sputare in un occhio a me, figlia del sole, nipote di re?
Il re che era vicino le chiese se veramente fosse nipote di re e alla sua risposta affermativa acconsentì alle nozze.
Il principe guari, sposò la figlia del sole che da quel giorno non fece più cose strane.





di Italo Calvino

Home Page | C.V. | Fotografia | Fiabe | Festività e leggende | Cucina | Poeti | Musica | Sociale | Tempo libero - Relax | Mappa generale del sito
Torna ai contenuti | Torna al menu